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A tu per tu con Elisa Bellino: l’intervista

Nel panorama delle fashion blogger italiane, Elisa Bellino è senza dubbio una delle figure più autorevoli ed influenti, grazie al suo lungo percorso intrapreso ben sei anni fa e all’esperienza maturata con il suo blog. Capace di restare sempre al passo con le tendenze pur mantenendo ben chiara la propria identità, la fondatrice di THELADYCRACY si racconta a Fashion On Paper.

Sei la fondatrice di THELADYCRACY, un blog/magazine in cui ti occupi di moda, costume e società: cosa ti ha spinto ad aprirlo, e cosa cerchi di trasmettere a chi ti legge quotidianamente?

Dopo la laurea magistrale in Comunicazione e New Media, ho cominciato – come passatempo – a gestire e curare i contenuti di un blog-zine di moda. THELADYCRACY.IT nascerà solo l’anno successivo: era il 2014 quando ho deciso di creare uno spazio solo mio cercando di trasmettere ai lettori un’immagine differente di fashion blogger. A quei tempi, infatti, la stampa (anche giustamente) non tollerava questa nuova figura ossessionata dall’ “outfit of the day”. D’altra parte, però, i giornalisti tendevano ad essere attratti da quelle felici realtà che apportavano qualcosa di nuovo, piacevole e fresco in un panorama di scrittura di moda ristretto intorno a circoli di vetusti personaggi intoccabili, eppure piuttosto infiacchiti dalla routine. Bisogna ricordare, inoltre, che prima di allora il sistema moda era stato un mondo chiuso e inavvicinabile per le persone comuni, pertanto, per tutelare la propria supremazia, la categoria dei giornalisti preferiva leggere il fenomeno del blogging come una deviazione dalla norma, liquidando così tutta la moltitudine di “profanatori/trici” del mondo online a una massa di pagliacci.
La mia determinazione nel proporre un contenitore dal taglio critico di informazioni sul fashion business, sulla comunicazione e sulla società nasce proprio dalla necessità di dimostrare che il mondo del blogging di moda poteva essere una realtà interessante al di là dei soliti cliché sulle fashion blogger ossessionate dalla tormentosa domanda del “cosa mi metto oggi”.

Ultimamente si parla sempre più spesso di moda ecosostenibile, e tu stessa hai trattato l’argomento in diversi articoli su THELADYCRACY: come ti poni nei confronti di una moda amica dell’ambiente e cosa ti aspetti in futuro dai brand?

Sicuramente il fatto che le aziende stiano ascoltando le richieste dei consumatori che invitano ad una gestione delle risorse naturali e umane più coscienziosa e sostenibile è molto positivo. Mi auguro che al di là della “propaganda” i grandi brand possano realmente realizzare tutte quelle promesse elencate nei vari Fashion Pact et similia. D’altra parte, però, il cambiamento dovrà partire anche da noi invertendo quel processo di consumo esasperato e incosciente che abbiamo interiorizzato in questi decenni, in favore di una scelta di acquisto più ponderata nonché più gratificante. Ci sono già diversi segnali positivi, pensiamo al successo di siti second hand come Vestiaire Collective o Depop che incentivano il riuso. In generale, inoltre, mi pare che si stia iniziando ad avvertire un evidente raffreddamento nei confronti del fast fashion

Da cosa ami prendere ispirazione per i tuoi look e cosa credi influenzi maggiormente il tuo stile?

Il mio stile si è evoluto negli anni, perché è sincronizzato con il mio umore e con lo spirito del tempo. La mia ispirazione, pertanto, proviene dalla sensazione emotiva che filtra attraverso i muri porosi della contemporaneità. Il clima austero e incerto mi invita a prediligere un abbigliamento sobrio, che talvolta può essere un involucro confortevole, altre volte un’armatura.

Con quali criteri scegli i brand con cui lavorare e quanto contano per te l’etica e la filosofia di un marchio?

I marchi con cui scelgo di collaborare devono sicuramente trasmettere valori ed emozioni in linea con il mio modo di pensare, prima che di vestire, quindi la filosofia e la storia di un marchio hanno grande rilevanza. Detto questo, chiaramente, anche l’estetica deve essere coerente con la mia visione di stile.

La moda è un mondo in continua evoluzione: quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Più che progetti parlerei di desideri, ma se li scrivo qui temo non si realizzino.

 

Lucrezia Candelori

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