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Alexander McQueen: storia di un creativo introverso

Una favola gotica intramontabile raccontata dal punto di vista di Alexander McQueen, dagli esordi ai giorni nostri.

Alexander McQueen è stato tra le personalità più controverse di quello che viene definito fashion system. Nonostante la famiglia di origine non avesse nulla a che vedere con il mondo della moda, sin da giovane McQueen non ha mai rinunciato alla sua passione e, dopo aver lavorato per Romeo Gigli ed aver terminato gli studi presso la Saint Martin’s School, è riuscito a realizzare il suo sogno di giovinezza iniziando a lavorare per la maison Givenchy.

Date le sue difficoltà di comunicazione con il mondo che lo circondava, McQueen ha sempre utilizzato la moda come forma d’arte per comunicare con tutti, dimostrando che ciò che si indossa è in grado di mostrare agli altri molti aspetti della propria personalità.
Sin dalle prime collezioni dello stilista, la morte e l’estraniamento dal mondo sono stati due temi ricorrenti, manifestati per esempio sotto forma di abiti “robot” simili a scheletri. Non è mai stato difficile individuare la sua attrazione per il mondo gotico, che caratterizza ancora oggi le collezioni che sfilano in passerella: donne forti e determinate, dall’identità misteriosa, desiderose di affermarsi nel mondo ma che non rinunciano comunque alla propria femminilità. Una femminilità non solamente “dark”, ma che presenta piuttosto un’allure fiabesca che ha come obiettivo la seduzione e l’affermazione della figura femminile. 

Un’identità che continua ad essere definita

Nei suoi abiti confluiscono la sicurezza e la determinazione di un soldato mandato al fronte che vuole tornare a casa dalla famiglia e la grazia di una dama vittoriana: attraverso la sua arte lo stilista britannico ha saputo conciliare due mondi apparentemente lontani anni luce, ma che rivisitati dal suo occhio critico non sono mai sembrati tanto vicini. McQueen si autodefiniva così: “Ogni fashion designer vuole creare un’illusione, confezionare, inventare, modellare ‘cose’ che disturbano le persone”. Lo stilista ha seguito alla lettera questa interpretazione, aprendosi al pubblico e mostrando la sua sofferenza e le sue inquietudini, altrimenti celate dietro una facciata di sicurezza. Grazie alla sua visione della moda provocatoria, McQueen ha rivoluzionato le regole del fashion system trasformando la passerella in un vero e proprio teatro delle meraviglie in cui tutto è possibile e mai scontato.

Anche dopo la sua morte, avvenuta nel febbraio del 2010, il brand è rimasto fedele allo stile del suo fondatore e ancora oggi riesce a far vivere un sogno tridimensionale a coloro che indossano un McQueen, regalando visioni e creando un vero e proprio spettacolo durante le fashion week annuali.

Nonostante le rigide regole della moda che spesso causano la perdita di identità di un brand, Alexander McQueen rimane tutt’oggi coerente, dividendosi tra quelle che sono le tendenze del momento ed il suo stile inconfondibile, quest’ultimo spesso caratterizzato da elementi in pelle e da abiti dalle linee nette: il modello rimane quello di donna forte, determinata, sicura di sé, che non si fa intimidire dalla società e che persegue i propri obiettivi, se necessario andando sfacciatamente controcorrente.

 

Ludovica Neri (IED – Istituto Europeo di Design)

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