EN IT

Altaroma 2020: l’utopica visione tra tecnologia e moda

Ad Altaroma 2020 la sostenibilità si lega alle nuove tecnologie: la realtà virtuale diventa un tessuto prezioso e toccabile con mano.

Al giorno d’oggi, nell’era definita post-moderna, gli anni che stiamo vivendo rappresentano quelli del progresso tecnologico e della sperimentazione, quelli in cui si indaga sulle nuove tecnologie.

Protagonisti dell’ultima fashion week romana tre termini cardine: il riuso, il rigenero e il riciclo, che vengono rielaborati con interpretazioni originali, d’avanguardia e uniche, al passo con i tempi che evolvono continuamente.

Varie le tematiche che si intrecciano tra loro, tra cui spiccano la sostenibilità, con l’utilizzo di materiali sempre più ecologici, e la tecnologia, con l’evento di chiusura finale della Fashion Digital Night, incentrata sull’utilizzo di strumenti nuovi e di futuristici approcci alla moda.

Altaroma punta sui giovani che, grazie alle campagne di sensibilizzazione, sono impegnati alla salvaguardia del nostro sistema in maniera etica e morale, con soluzioni sempre nuove e mai banali.

Nuovi designer per nuove tecnologie

Una sala mostra, organizzata dall’Accademia di Belle Arti di Frosinone, prende spazio all’interno del Guido Reni District, in un clima di spiccata eleganza: manichini usurati dal tempo prendono vita tramite la bellezza di un foglio di cartamodello, diventando i contenitori degli abiti dei designer, in un connubio di raffinatezza e vaporosità.

Protagonisti giovani fashion designer: Simone Cagiati, con i suoi materiali leggeri che incontrano il vento e lo seguono; Anna Reali, che con le sue nuvole delicate e meravigliose crea il sogno nel cassetto per le future spose; Samantha Caponera con un abito dalla tonalità neutra inserisce colori accesi e volumi; Martina Patella dà forma e colore ai propri capi unendo insieme camicie di diversa natura cromaticamente coerenti; infine Carmen
Moffa, che con i suoi abiti visionari e futuristici combina leggerezza e tecnologia.

Sono proprio l’innovazione e la sostenibilità ad identificare il brand di Carmen Moffa: attenta alle tematiche ambientali, utilizza un metodo differente di approccio alla moda: la stampa 3D. Giovane, sognatrice e futuristica, rende concreto il mondo immaginario degli architetti visionari. Da sei anni attiva nei suoi studi, è cresciuta inventando tessuti: confortevoli, puliti nelle linee ed eleganti, ispirati all’architettura moderna e creati tramite modulazione 3D che progetta da autodidatta.

Un concept studiato nei dettagli e legato alla sostenibilità: è Hypernova, il nome della sua collezione, che fonde insieme design, moda e tecnologia. Il sistema adottato riduce il consumo d’acqua nelle industrie, stampando vestiti su misura e solo se necessari, con lo scopo di ridurre i capi in disuso. Il file digitale, ingrediente essenziale per il prodotto finale, può essere acquistato normalmente oppure in maniera più semplice può viaggiare tramite una pennetta USB, riducendo l’emissione dei gas comportato dal trasporto della merce.

Il risultato è quello di vestiti futuristici e fruibili, capaci di adattarsi in maniera perfetta alle diverse forme di ognuno. Il progetto futuro della designer è la ricerca di un filato ecologico, per poter rendere il suo lavoro sostenibile al 100%. L’utopica visione della creatrice diventa realtà e toccabile con mano.

 

Annina Moffa (Accademia di Belle Arti di Frosinone)

Share news

Condividi su facebook
Share on Facebook
Condividi su twitter
Share on Twitter
Condividi su pinterest
Share on Pinterest
Condividi su linkedin
Share on Linkedin