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Anna Piaggi, la visionaria italiana della moda

Ricordiamo Anna Piaggi, tra le più importanti voci di tutto il fashion-system internazionale e musa di Karl Lagerfeld.

Icona di stile fin dagli anni Sessanta, redattrice del primo periodico femminile “Arianna” e musa di Karl Lagerfeld, Anna Piaggi è stata un vero punto di riferimento per il panorama della moda internazionale. Storica firma di Vogue Italia, dove lavorò per dieci anni, diede vita all’ipnotica rubrica delle “Doppie Pagine”. I suoi erano collage di parole, idee e immagini che illustravano le connessioni tra le creazioni stilistiche più disparate.

Anna Piaggi, la visionaria italiana della modaNel 1958 cominciò a frequentare il bar Giamaica, ritrovo per gli artisti contemporanei nel cuore di Brera, dove conobbe Mario Dondero, Ugo Mulas e Alfa Castaldi, fotografo italiano che divenne suo marito. La figura di Alfa fu fondamentale, come quelli degli altri artisti, perché portò nella sua visione della moda le influenze di diversi panorami culturali.

Anna viene ricordata soprattutto per il suo stile, per la sua moda che non era proprio una moda, ma un’opera d’arte in continua mutazione. Gli outfit cambiavano in base alle sue esigenze e sensazioni: durante ogni sfilata non aveva mai lo stesso abbigliamento. La visionaria Anna anticipò quel mix di stili e generi oggi tanto in voga, mai too much. Amava molto collezionare oggetti e capi antichi, in particolar modo durante i suoi viaggi, tanto da avere il merito di aver scoperto e coniato la parola “vintage”.

Il legame con Lagerfeld

Anna Piaggi, la visionaria italiana della modaCol passare del tempo il suo stile diventa sempre più unico, tanto da colpire il giovane, ma già grande stilista tedesco Karl Lagerfeld. Ha un modo di vestire veramente unico. A volte ci metto un’ora per fare un acquerello, altre facevo un piccolo disegno in cinque minuti, altre volte ancora servivano quattro o cinque ore. Anna ha questo dono, ogni cosa in lei diventa grafica e hai voglia di fissarla sulla carta”.

Con queste parole Karl Lagerfeld spiegava la grandezza di Anna in ogni sua espressione, in ogni suo gesto. Parole che divennero realmente grafica, tramutandosi in Egotrip, abiti e accessori con i volti di Anna e Karl stampati.

Purtroppo Anna ci ha lasciati nel 2012, creando un vuoto nel fashion system. Il suo contributo nella mondo della moda italiana è stato fondamentale: incoraggiò molti stilisti, riuscì a portare l’Italia sotto i riflettori, in una straordinaria forza catalizzatrice. Tutti volevano avere Anna alle loro sfilate, che per anni ha rappresentato il lato bello della moda.

 

Serena Fioravanti (Accademia di Belle Arti di Roma)

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