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Coco Chanel, la rivoluzionaria della moda: abiti pratici per la donna moderna

“Non sono una sarta ma una creatrice di moda. Io vivevo modernamente, avevo i modi, i gusti, i bisogni di quelle che vestivo.”

Coco Chanel, oltre ad essere stata la prima stilista donna ad aver modificato completamente il mondo della moda femminile, è stata un vero e proprio esempio di vita. Forte, coraggiosa e intraprendente, Coco non si fermava davanti a nulla.

Le sue creazioni e il suo combattivo modo di essere hanno rappresentato un vero e proprio modello da seguire per la donna degli anni ’40 e per la sua emancipazione. Gabrielle imparò a cucire molto presto, ma non si definiva sarta: al contrario, era già consapevole che ben presto avrebbe rivoluzionato il mondo della moda femminile. Il suo vissuto e il suo passato sono stati un ulteriore stimolo per mettere in atto il suo talento e per ottenere ciò che desiderava diventare: colei che avrebbe cambiato la visione della donna.

Un vissuto non facile

Gabrielle Bonheur Chanel nasce a Saumur il 19 agosto 1883. Cresce, insieme alle sue sorelle, sotto le cure delle suore della congregazione del Sacro Cuore presso l’ orfanotrofio di Aubazine. Con la perdita della madre e l’abbandono da parte del padre, impara presto a soffrire. Questo vissuto travagliato le permette di diventare la donna audace, coraggiosa e intraprendente che ancora oggi tutte amano imitare. Eppure, per cancellare pezzi del passato che la tormentavano, per compiacere gli altri e per inserirsi in ambienti non “suoi”, Coco era spesso costretta ad inventarsi una o più identità.

La prima donna moderna

Il suo vissuto fa di lei la donna in gamba e determinata capace di cavarsela da sola in qualsiasi circostanza. Furba, intelligente e anticonformista, Gabrielle era capace di ottenere ciò che desiderava. 

Coco voleva l’indipendenza per potersi sentire finalmente libera e a proprio agio nei suoi abiti: camicia, cravatta, pantaloni e cappelli senza fronzoli. La rivoluzionaria della moda stava creando una nuova immagine della donna. Dopo delle breve parentesi come cantante nei caffè-concerto, la sua carriera di stilista sarà rapida e in ascesa: insieme al suo nuovo amore Arthur Capel aprirà quella che diventerà la modisteria più importante di Parigi. È qui che le attrici di fama internazionale acquistavano entusiaste le creazioni di Coco.

Oltre la guerra

L’unica stilista che continuava a creare durante la guerra era Coco: abiti pratici adatti a quel momento come pantaloni e scarpe comode per camminare a lungo. È proprio a cavallo del difficile periodo della guerra che nasce la giacca Chanel. A causa della mancanza di stoffa, per poter cucire senza troppa lavorazione Coco inizia infatti a lavorare con il jersey .

Successivamente proporrà il primo “little black dress“, l’abito da cocktail divenuto di fama mondiale grazie all’interpretazione di Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”. Darà poi vita allo “stile alla marinara” e creerà la raffinata borsa 2.55 di pelle nera impuntata con catena dorata. Coco lavorava serenamente, senza pensare a coloro che cercavano di imitare il suo lavoro: “Chi mi copia mi desidera”, diceva.

Gabrielle muore il 10 gennaio del 1971 al Ritz, il più lussuoso albergo di Parigi, a ottantotto anni. “Che la mia leggenda faccia il suo corso, le auguro felice e lunga vita”, diceva la rivoluzionaria della moda Coco Chanel: un augurio di gran lunga riuscito.

 

Alessandra Federico (Accademia del Lusso)

 

 

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