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Fili Pari: come sfruttare il marmo in favore dell’economia circolare

Il brand sostenibile Fili Pari utilizza il marmo per le sue creazioni, nel rispetto dell’ambiente e dell’economia circolare.

La fashion week romana organizzata da Altaroma presso l’Ex Caserma di via Guido Reni è stata un successo. Quattro giorni di sfilate, eventi ed esposizioni nella Capitale, con un focus particolare sul rispetto dell’ambiente. Un calendario ricco di iniziative, a partire dalla quarta edizione di Showcase, un progetto che ha visto coinvolti numerosi brand indipendenti di abbigliamento e accessori. È proprio qui che abbiamo avuto il piacere di conoscere le giovani designer Alice Zantedeschi e Francesca Pievani, fondatrici di Fili Pari, innovativo brand nato nel 2016.

Ciò che rende unici i loro capi, oltre l’appeal minimale e ironico, è il tessuto con cui vengono prodotti. Tutto ha inizio, infatti, da una risorsa del territorio italiano: il marmo. È a partire da qui che Alice e Francesca hanno brevettato Veromarmo, un microfilm indossabile. La membrana, ci spiegano le creatrici di Fili Pari, è applicabile a qualsiasi tipo di tessuto ed è impermeabile, traspirante e anti-vento. Inoltre il marmo contribuisce a donare un effetto tattile gommato e morbido.

Nuove frontiere nell’economia circolare

Fino ad oggi il marmo era utilizzato nel settore tessile solo come ispirazione estetica grazie a stampe che imitavano la venatura della pietra. Le due designer – impegnate nella ricerca, nello sviluppo e nella promozione di nuovi materiali e fibre – sono invece riuscite a trasformarlo. Così “da freddo, pesante e statico il marmo viene reso leggero, caldo ed indossabile”. Sembra magia, e invece è un progetto pensato e studiato per rivoluzionare il Made in Italy, con l’obiettivo di sviluppare materiali innovativi nel settore tessile nel rispetto dell’ambiente e del territorio.

L’amore per il territorio si traduce nella volontà di valorizzare il materiale tramite uno sviluppo sostenibile. Grazie ad una costante ricerca, ci spiegano le due stiliste, anche i marmi di scarto – un vero problema di gestione per il distretto del marmo – diventano materia prima, allungando il ciclo di vita della pietra originaria. È proprio per questo motivo che si può parlare di economia circolare. In un mercato dominato dal fast fashion, che sembra farci sprofondare sempre più nel baratro della scarsa qualità, un lavoro come quello di Fili Pari rende il Made in Italy, ancora una volta, sinonimo di qualità e bellezza nel rispetto delle nostre risorse.

 

Arianna Cerbone (Accademia di Belle Arti di Frosinone)

 

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