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Flewid: la sublime estetica della diversità

Alle porte del 2020 il magazine Flewid pone al centro dell’attenzione l’inclusione della diversità e dei nuovi canoni estetici. 

Il termine Flewid nasce dall’unione di due parole: “flew” (volato) e “I-D“, la struttura psichica che – secondo la teoria di Freud – genera il desiderio. Scopo della rivista Flewid, nata due anni fa con uscita semestrale, si configura dunque quello di raggiungere l’appagamento umano grazie all’abbattimento del muro psicologico che impedisce di esprimere pienamente la propria individualità. Un’individualità che mira ad essere fluida dunque, proprio come suggerisce il nome del magazine.

Portavoce principale di questo pensiero è l’editrice Emi Marchionni, prima transgender italiana a ricoprire tale ruolo, che insieme al creative director Angelo Cricchi e al fashion director Giulio Cascini, l’11 dicembre ha presentato il terzo volume “Warriors of freedom” al MACRO, museo di arte contemporanea di Roma. Durante l’evento sono stati accolti ospiti di rilievo, parte integrante del progetto, intervenuti durante la conferenza. Tra i nomi figurano Barbara Alberti, Vladimir Luxuria, Simonetta Gianfelici e Klaus Mondrian.

Il magazine tratta di macro aree dedicate a tematiche sociali molto attuali, tra cui LGBTQ, disabilità, body positivity e razzismo, con riferimenti al mondo della moda, dell’arte e della cultura. L’obiettivo è il superamento degli stereotipi di bellezza da sempre monopolizzati dalle altre riviste mainstream, offrendo invece immagini reali, in grado di raggiungere attraverso il linguaggio comunicativo e visivo una nuova frontiera estetica di autentica diversità.

Flewid: la bellezza del domani

Questo terzo volume ha ben otto copertine diverse. Tra di loro spicca quella di Simonetta Gianfelici, che riporta alla memoria l’ultima opera concettuale di Pippa Bacca, “Spose in viaggio”. La copertina si riallaccia ad una tematica ancora fortemente presente nella contemporaneità, quella della violenza sulle donne. Pippa Bacca nel 2008 decide di partire in autostop da Milano fino a Gerusalemme percorrendo un totale di 6000 km in 11 paesi teatro di conflitti armati. Nel farlo veste un abito da sposa disegnato da Manuel Facchini, composto da undici strati – undici proprio come il numero dei paesi – con lo scopo di promuovere la pace e la fiducia nel prossimo. Viene però stuprata ed uccisa in Turchia prima di terminare la sua missione. A lei dunque la dedica di una delle copertine di questo nuovo numero di Flewid.

Vladimir Luxuria nella sua copertina interpreta invece il concept della fluidità, attraverso la moda che si trasforma senza regole. Le funzioni dei capi d’abbigliamento cambiano, proprio come il suo corpo che mutando ha percorso un’evoluzione personale, fino a raggiungere la propria ridefinizione estetica e morale.

Di grande impatto emotivo sono anche le due copertine in cui sono fotografati una drag ed un ragazzo affetti da sindrome di down, che puntano a trasmettere un nuovo senso di ammirazione per il loro stile e la loro attitudine positiva.
Flewid dimostra così di aver raggiunto nel migliore dei modi l’obiettivo di includere la diversità in tutte le sue forme, per trasformarla nella nuova bellezza del domani.

Taisha Escudero (Accademia di Belle Arti di Roma)

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