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Haute Couture: Roberto Capucci presenta la nuova Spring Summer Collection

Un dialogo armonioso tra i colori della Città Eterna e la sapiente cultura sartoriale della maison Capucci.

Altre Rome verranno, e io non so immaginarne il volto; ma avrò contribuito a formarlo” scrisse nel ‘900 Marguerite Yourcenar nel suo romanzo “Memorie di Adriano”, imperatore del II secolo d.C. Lo stesso poterebbe dire Roberto Capucci, che nella sua Spring Summer Collection 2020 ci fa rivivere la Capitale sotto un nuovo aspetto: quello delle luci naturali nell’arco delle 24 ore della giornata.

Immaginate di passeggiare in una giornata di sole nell’eterna città” ci racconta Francesco Lasida, responsabile dell’ufficio stampa di Capucci durante la presentazione della collezione in Via della Spiga a Roma. “Si parte dalle nuances degli azzurri della mattina, proseguendo con le palette aranciate di mezza giornata e del tramonto per poi finire con gradazioni di verde e l’immancabile nero della notte” continua Lasida. Così come il sole filtra attraverso le gocce d’acqua, allo stesso modo questi colori si rifrangono in mille sfumature grazie al luccichio delle frange fatte di corallini e all’impeccabile plissettatura delle sete naturali, da sempre punto forte e caratterizzante della storica maison.

Capucci, a differenza di tante altre case di moda, non ha mai definito un colore predominante all’interno delle sue collezioni: preferisce, piuttosto, “usare il colore secondo una personale necessità”. Altro punto di forza del designer è dato dagli accessori, gli stessi che completano la capsule collection con forti richiami al mondo marino e a materiali naturali. Protagoniste le borse dalle linee vintage, sfrangiate e plissettate, e i cappelli a falda larga tipici degli anni ‘80.

Ad accompagnare la collezione presentata nello store romano, anche due iconici capi del maestro, che fa sposare sapientemente tinte calde e semplicità, pur non rinunciando alla sua perfezione modellistico-sartoriale. I due abiti fanno parte della fondazione Roberto Capucci di Firenze, città che ha fatto da trampolino di lancio per lo stilista made in Italy, e che ora ospita questi capi-immagine per preservarli e custodirli. La fondazione è aperta a chiunque in futuro vorrà apprezzare l’arte del maestro Capucci, nonché alle prossime generazioni di stilisti, cui questi abiti potrebbero solleticare idee nuove e ambiziosi progetti.

 

Martina Patella (Accademia di Belle Arti di Frosinone)

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