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Il neo-Romanticismo raccontato dalle baby shoes

Fashion highlight: come le collezioni autunno/inverno 2020-21 hanno reinterpretato l’iconica Mary Jane.

Il mondo sta cambiando, il fashion system sembra cambiare. C’è un’aria di tensione, c’è un vento che scompiglia i capelli della moda che ora ha preso le sembianze di una bambina. Non è un caso che il numero di giugno edito da Vogue Italia abbia come protagonisti i bambini, come a rimarcare la necessità di un mondo diverso, di una moda altra, di prospettive autenticamente ingenue.

Il neo-Romanticismo raccontato dalle baby shoesAd aprile c’era il bianco in copertina, ora ci sono i colori sparsi dai racconti sovversivi dei bambini. D’altro canto non hanno tardato a farsi sentire le voci interne al sistema stesso. C’è chi ha evidenziato i limiti di un sistema produttivo improntato sulla quantità e su una retorica blanda, a discapito di qualità, funzionalismo e creatività; e chi, per fedeltà al Romanticismo, ha dichiarato nero su bianco che si limiterà a due presentazioni l’anno. Il mondo della moda ha così rallentato i suoi frenetici ritmi di produzione, fermandosi in una domenica rétro, quando si sfoggiavano i migliori abiti del guardaroba. E, per un unico istante, sembra quasi di essere all’interno di uno di quei dipinti in cui sono i dettagli a evocare la poetica dei soggetti rappresentati.

Le baby shoes

Le collezioni autunno/inverno 2021 l’avevano raccontato, l’avevano predetto: il tempo tornerà prezioso. Si spiega così il metronomo voluto da Alessandro Michele per la presentazione della collezione autunno/inverno 20-21. Sul carosello di Gucci infatti si muovevano imbalsamati i modelli, sorretti da un’e(ste)tica che ha fatto dello show il trompe l’oeil tra il realismo dei corpi e la rappresentazione degli abiti.Il neo-Romanticismo raccontato dalle baby shoes

Spuntano fuori così le scarpe con gli “occhietti”, una reinterpretazione dell’iconica ballerina Mary Jane. Minimal frame, preppy allure, bon ton attitude e persino richiami alla Beat Generation: le scarpette con i cinturini hanno conquistato fashion designer, donne e anche uomini. Le ha proposte in più versioni Alessandro Michele, ossessionato com’è dalla bellezza del passato; le abbiamo viste indossare nel modello a sandalo da Harry Styles durante i Brit Awards e nell’inedita versione con platform in passerella alla Milano Fashion Week.

E se in Italia questo nuovo romanticismo che guarda all’infanzia è stato raccontato principalmente da Gucci, è alla Paris Fashion Week che le baby shoes hanno fatto trending tout court. Tante le sedotte dalle scarpette dalle linee chiuse, tanti gli accostamenti proposti. Dal glam chic fino ad incursioni nel neo-grunge style, Chanel e Dior prediligono formalismo e rigore. Volumi ridotti per Marc Jacobs che sceglie di puntare sulla leggerezza. E, infine, Simone Rocha aggiunge fili di perle o gioca con platform che si sviluppano in altezza. Che si tratti di un vero e proprio trend o, più realisticamente, di uno sguardo sul presente dal retrogusto rétro, risulta poco determinante propendere per l’una o l’altra ipotesi. Conta invece stupirsi – ancora una volta – della potenza narrativa della moda.

 

Bernardo Savastano (Università degli studi Roma Tor Vergata)

 

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