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La minigonna: un trend intramontabile che ha fatto la storia

Nata come simbolo dell’emancipazione femminile e divenuta uno dei trend più amati della storia, la mini-skirt è un classico amato da tutte le donne.

Quando parliamo di emancipazione della donna ci viene subito in mente la minigonna, capo che ha segnato la storia della moda e del costume, diventando simbolo della ribellione femminile nella lotta contro il maschilismo e l’oggettivazione del corpo.

Non a caso la liberazione delle gambe delle donne ha segnato profondamente un’epoca, diventando un vero e proprio fenomeno globale.

La minigonna nasce agli inizi degli anni ’60 dalle abili mani della stilista Mary Quant, che decise di dare ascolto ai desideri delle giovani londinesi che, all’interno della sua boutique “Bazaar” in King’s Road a Londra, le chiedevano di realizzare gonne sempre più corte. Queste giovani donne non riuscivano più a vedersi in abiti lunghi che impedivano loro i movimenti. Per questo, forse per la prima volta nella storia, non furono gli stilisti a dettare lo stile, ma le nuove generazioni. La stessa Quant diceva: “È stata la strada ad inventare la minigonna”. 

Il rapido successo

La successiva popolarità della minigonna si deve anche ad altri stilisti e ai media che ne facilitarono l’ascesa non solo nell’abbigliamento quotidiano, ma anche nella moda elitaria.

Portabandiera di questo capo fu senza alcun dubbio Twiggy, una modella magrissima e adolescente, divenuta simbolo delle giovani avanguardiste che facevano a pezzi l’idea di donna formosa e mamma. Twiggy contribuì a rendere la mini-skirt il trend indiscusso del momento.

Negli anni ’70 la minigonna divenne nuovamente oggetto di critica, ma questa volta da parte dello stesso movimento femminista. Passò infatti da simbolo di libertà ed emancipazione ad essere considerato un capo legato ancora all’idea della “donna oggetto”.

La minigonna oggi

Tuttavia, nonostante le critiche, il successo di questo capo non accennò a scemare. Lo rivediamo negli anni ’80 in versione “rah rah skirt”, una gonna più comoda e coprente, non più aderente come i primi anni della sua nascita.

Gli anni ’90 furono invece il periodo in cui le gonne tornarono ad essere inserite nelle collezioni di moda. Parliamo di Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld, Gianni Versace. Tante furono le maisons che contribuirono a farla tornare in voga.

Tutt’oggi la minigonna non è ancora uscita di scena. Resta una leggenda in tutte le sue varianti: in pelle, pizzo, maglia o jeans. È inoltre diventata un must have a tal punto che nel 2015 è stata istituita una vera e propria giornata mondiale della minigonna, che cade ogni 6 giugno. A volerla Rachid Ben Othman, presidente della Lega in difesa della Laicità e della Libertà, e l’attivista femminista Najet Bayoudh, in segno di protesta contro un atto discriminatorio nei confronti di una studentessa algerina, alla quale era stato impedito di sostenere un esame per la sua gonna ritenuta troppo corta.

Oggi ogni donna ha il diritto e la libertà di indossarla quando vuole e in qualunque occasione.

 

Aurora Marino (IED – Istituto Europeo di Design)

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