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Moda, social e originalità: parla Simonetta Gianfelici

Simonetta Gianfelici, a capo del progetto “Who Is On Next?”, racconta come dovrebbero distinguersi i designer ai tempi dei social.

Durante l’edizione appena trascorsa di Altaroma, Simonetta Gianfelici, fashion consultant e talent scout, nonché Head of Project di “Who Is On Next?”, è stata una tra i grandi nomi della moda a presenziare al progetto rivolto a fashion designer, stilisti avviati e studenti di scuole ed università.

Con l’avvento dei social network sono molti i giovani designer che per farsi notare condividono idee e progetti sui propri profili online, ma sono davvero questi i luoghi di ricerca dei recruiter di moda? Parlando con Gianfelici abbiamo cercato di capire la loro visione rispetto ai social.

Dagli anni ’80 ad oggi

Negli anni ’80 il mondo sembrava già saturo di immagini, tanto che gli artisti concettuali esitavano nel crearne di nuove per non ampliare ulteriormente il bagaglio visivo. Sono passati quarant’anni e oggi i media interagiscono costantemente con il pubblico sui piccoli e grandi schermi. Ad approfittare di questi mezzi non sono più solo le grandi imprese: creare e condividere post è qualcosa che fa parte della quotidianità di tutti. Instagram, Facebook e i blog in generale, sono tutti portali che ci aiutano ad esprimere chi siamo e a presentarci al modo intero, ha affermato Gianfelici.

Gli aspiranti artisti condividono le proprie idee nella speranza di essere notati. E così anche i giovani designer utilizzano i portali online come luoghi dove esporre i propri disegni e collezioni. In questo mare di immagini i recruiter cercano di trovare nuovi talenti andando a scrutare blog e profili di giovani creativi. Ma se un tempo in queste piattaforme si potevano scoprire realtà nuove, frutto della realtà antropologica degli artisti, oggi tutto questo sembra perdersi in un mare di immagini copie di altre.

L’omologazione ai tempi dei social

Ci racconta Gianfelici che nel contesto di una società globalizzata che tende a privilegiare le apparenze è diventato più difficile trovare giovani che si esprimano rielaborando il mondo che li circonda. I profili online sembrano essere il freddo riflesso di una realtà comune a tutti ma che non appartiene a nessuno. I mass media veicolano stereotipi maschili e femminili per cui si rielabora la propria persona in nome dell’omologazione.

Cosa c’è dietro ad un post? Cosa ci raccontano le immagini? Sono il riassunto del creativo? Sono queste le domande che si pongono i recruiter, cercando l’originalità. La generazione dei nuovi designer sta crescendo in un mondo digitalizzato dove è sempre più facile condividere la propria creatività. Ora tutto è più immediato, alla portata di un click, ma basterebbe aprire gli occhi e guardare con uno sguardo diverso la realtà che ci circonda per trovare il fascino delle piccole cose. 

Simonetta Gianfelici ci ha ricordato come i social possano essere un mezzo decisivo per far conoscere la nostra arte al mondo ed essere apprezzati. Per riuscire in un mondo tanto competitivo come quello del fashion bisogna riuscire a distinguersi, comunicando l’essenza dello spirito. Non bisogna farsi intimorire dalla piattezza di un mondo senza originalità, bensì affinare il carattere ed essere unici tra tanti.

 

Giulia Baende Bolingo – Accademia di Belle Arti di Frosinone

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