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Partnership ecologica tra ThredUp e Abercrombie&Fitch

La piattaforma californiana ThredUp privilegia il mercato del “second hand”, per essere alla moda pur tutelando l’ambiente.

La piattaforma di rivendita ThredUp è stata costruita pensando ai consumatori e ai rivenditori lungimiranti” ha dichiararo James Reinhart, cofondatore e CEO di ThredUp. Il portale di abbigliamento di seconda mano ha da poco intrapreso una collaborazione con il marchio di abbigliamento Abercrombie&Fitch.

Il mercato del “second hand” tutela l’ambiente, dal momento che acquistare prodotti usati contribuisce a ridurre le sovrapproduzioni, poco ecologiche. 

La sostenibilità è parte integrante del nostro successo ed è importante come non mai per i nostri clienti. Questa collaborazione non solo ci consente di aiutare a ridurre i rifiuti tessili, ma offre anche ai nostri acquirenti un modo conveniente per fare del bene, qualcosa che siamo desiderosi di fare”, ha affermato dal canto suo Fran Horowitz, CEO di Abercrombie&Fitch.

La partnership

A partire da mercoledì 22 Aprile 2020 è dunque attivo il programma ThredUp’s Resale-as-a-Service. Il servizio consente alle persone di consegnare i capi d’abbigliamento che non usano più e ricevere in cambio una gift card, utilizzabile per acquistare prodotti nuovi da Abercrombie o Hollister, oltre ad un bonus di pagamento del 15%.

Rivoluzionaria la scelta tra la piattaforma digitale californiana e Abercrombie di accettare capi, accessori e scarpe di qualsiasi marchio: le aziende che aderiscono a questa iniziativa, solitamente, permettono ai consumatori di “riciclare” esclusivamente abbigliamento del proprio marchio.

Il successo del second hand

Oltre ad Abercrombie, anche Reebok ha abbracciato il trend del “ricicla tutto”, così come tanti altri marchi e rivenditori tradizionali. Tra questi The North Face, Coach, Max Mara, Gucci, Giorgio Armani, Burberry e Michael Kors, tanto per citarne alcuni.

In Italia è la Generazione Z a privilegiare il mercato del “second hand”. Chi incentiva e rende appetibile l’acquisto e la rivendita di prodotti usati? Oltre all’attenzione rivolta all’impatto ambientale, Instagram naturalmente.

Il social media, infatti, diffonde e impone look sempre aggiornati, che implicano una possibilità di acquisto che molti giovani non hanno. Ecco perché i capi acquistati come “nuovi” vengono rivenduti per investire su altri vintage e così via.

Anche la Generazione Millenial predilige questo mercato: basti pensare a Vestiare Collective, piattaforma francese con 8 milioni di membri, che registra in Italia il 75% di utenti femminili attivi.

Le persone acquistano capi usati come mai è successo prima d’ora”  conferma ThredUp, certa del suo momento di successo.

 

Carlotta Barresi (Accademia del Lusso)

 

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