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Piume: un tuffo nei “ruggenti” anni Venti

Con dei tocchi retrò e un po’ di ironia, le piume sono riuscite a guadagnare i primi posti tra i must have della stagione fredda.

Sembra di rivivere l’atmosfera che si respirava nelle sontuose feste del grande Gatsby, in uno charme di altri tempi: le piume ci riportano agli anni Venti, decennio in cui tutto era all’insegna della leggerezza e dell’originalità.

La particolarità di questo trend di stagione è la riscoperta dei dettagli “plumage” anche per il daywear. Ritroviamo infatti le piume anche nei capi più casual, in un mix and match tra outfit sportivi e sofisticati motivi piumati. Neri oppure ultra colorati, i particolari in piuma sono presenti nei bordi dei pantaloni, nei girocolli dei minidress, nelle spalle dei cardigan o ancora nelle maniche delle felpe più sporty. Non solo abiti da grande soirée o per occasioni importanti dunque, ma anche nel caso di capi minimal e casual le piume diventano un trend ricercato e di classe per rendersi immediatamente più riconoscibili. Balmain, Anna Sui e Antonio Marras hanno tempestato di piume gli orli di diversi capi presentati durante le loro sfilate, Mary Katrantzou ha optato per una pelliccia in versione plumage multicolor, mentre ancora Blumarine ricopre di piume i minidress total black.

Plumage: una storia dalle radici lontane

La storia delle piume è incredibilmente antica, tanto da aver attraversato secoli di storia del costume, dalla Belle Époque fino ai costumi sognanti di Gloria Swanson e Mae West, abbellendo abiti e giacche di importanti donne e artiste, diventando in questo modo sinonimo di estrema femminilità. Non immuni al suo fascino, gli stilisti hanno da sempre utilizzato il plumage in maniera teatrale ed esagerata, per ottenere una perfetta conciliazione tra sogno e realtà. Con il miglioramento progressivo delle tecniche tessili le piume furono poi inserite nelle maglie grazie a nuovi sperimentalismi che caratterizzarono da quel momento in poi sia il prêt-à-porter che l’haute couture.

Fu prima Poiret ad abbellire i suoi abiti da sera con piume raccolte tra le pieghe di chiffon, poi il costumista Travis Baton ad utilizzarle per avvolgere gli abiti delle attrici hollywoodiane, infine Yves Saint Laurent ad introdurle per la prima volta nelle sue collezioni per Zizi Jeanmaire, la sua ballerina preferita.

Negli ultimi anni bisogna invece riconoscere a Miuccia Prada il merito di aver rivalutato le piume, facendone uso già per la collezione estiva del 2017 e la Cruise del 2018 , trasformandole in tal modo in raffinati dettagli.

Anthony Vaccarello ha poi adottato un approccio differente, donando alle piume un tocco geometrico, al punto tale da convertirle in un vero e proprio segno grafico. Non soltanto le grandi maisons, comunque, sono rimaste affascinate da questo buongusto sapientemente unito ad un’impalpabile leggerezza: anche brand più contemporanei come N.21 hanno deciso di inserirle nelle loro collezioni, tanto da fare del plumage uno dei punti cardine dell’estetica del marchio.

Un particolarissimo trend dunque, che da diverso tempo a questa parte ha richiamato l’attenzione su di sé, affascinando tutti, millennials compresi. 

Aurora Marino (IED – Istituto Europeo di Design)

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