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RE-VIVRE: l’ultima collezione del giovane brand Laveria

Intervista al designer emergente Marco Piras: durante l’ultima edizione di Altaroma racconta la sua linea di borse e accessori RE-VIVRE.

Durante l’ultima edizione di Altaroma diversi laboratori hanno mostrato il processo creativo dei loro prodotti. Anche l’Accademia di Belle Arti di Roma ha preso parte a questo progetto, dando spazio ad un suo giovane designer, Marco Piras, che ha presentato RE-VIVRE, l’ultima collezione del suo brand Laveria. Già attivo da alcuni anni, ha regalato ai visitatori la possibilità di osservare e toccare con mano il processo di produzione dei suoi prodotti, dal disegno e dalla modellazione 3D, alla scelta dei materiali fino alla distribuzione.

Come nasce l’idea di Laveria?

L’idea nasce da una forte componente delle mie radici. Il nome del marchio viene da un edificio a picco sul mare dove lavorano le donne per l’indotto minerario della Sardegna, è un omaggio a loro. Il progetto di Laveria si è evoluto negli ultimi due anni con l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha preso più corpo.

Il mood-board di questa collezione?

Il mood-board è prettamente industriale, derivato dal care design francese degli anni ’50 e dall’architettura. Ho voluto mischiare una serie di segni, che non vengono mai utilizzati con concetti forti, da trasportare nella collezione e riuscire a definire l’identità del marchio.

Quali materiali sono stati impiegati?

In prevalenza vengono utilizzati pelli di vacca e capretti e lane, con taglio laser che avviene in laboratori locali (romani).

In questo momento si parla molto di materiali ecologici, non sposi questa idea?

No, però ci sono degli ottimi derivati, come quelli dalle coltivazioni delle uve. Continuo ad utilizzare le pelli, perché hanno una consistenza unica.

Come nasce l’idea della “performance”?

Nasce dal bisogno di far conoscere il marchio, come brand “concettuale” e lo sviluppo dei prodotti. La performance, se così si può chiamare, è uno spazio laboratoriale, dove c’è un tavolo molto grande, dove si possono sfogliare gli sketchbook, toccare con mano, sentire gli odori e le sensazioni che ogni materiale rimanda. Si può visionare il prodotto da ogni prospettiva.
Voglio far vedere il processo creativo che c’è dietro ogni accessorio e far capire l’importanza dell’innovazione e della ricerca. In Laveria, sono riuscito a mischiare le tecnologie con le tradizioni, riuscendo ad avere e a far emergere l’artigianalità del prodotto.
Questa performance ha anche il compito di educare le persone ad un prodotto a cui non è abituato ad avere.

 Nei prodotti Laveria, si riesce dunque a percepire lo storytelling del prodotto e del produttore che riescono ad affascinare, grazie ai loro dettagli insoliti e al processo di metadesign.

 

Serena Fioravanti (Accademia di Belle Arti di Roma)

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