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Vogue Italia senza foto tra sostenibilità e creatività

Sette copertine illustrate nel numero di gennaio: Vogue Italia rinuncia alle produzioni fotografiche in nome dell’ambiente.

“Centocinquanta persone coinvolte. Circa venti voli e una decina di viaggi in treno. Quaranta auto in stand-by. Sessanta consegne internazionali. Luci accese per almeno dieci ore ininterrottamente, parzialmente alimentate da generatori a benzina. Rifiuti alimentari dai servizi di catering. Plastica per avvolgere i capi. Elettricità per ricaricare telefoni, macchine fotografiche…” così Emanuele Farneti, caporedattore di Vogue Italia, ha aperto la lettera dell’editore di questo mese elencando alcune delle risorse che sono state necessarie alla realizzazione del numero di settembre scorso di Vogue Italia (il più importante dell’anno).

Una scelta etica e sostenibile

Per il numero di gennaio la rivista sceglie una strada diversa: la sostenibilità. Questa tematica, che ha visto scendere in piazza milioni di persone, ricevendo consensi soprattutto sui social, ha inevitabilmente influenzato anche il mondo della moda. I servizi fotografici di copertina (e non solo) saranno sostituiti da illustrazioni di sette disegni originali di abiti Gucci. Ciò ha permesso di realizzare ogni copertina “rinunciando a viaggiare, spedire interi guardaroba, inquinare”, affidandosi “soltanto” all’estro creativo di sette artisti, sia noti che emergenti: il pittore e fotografo statunitense David Salle, la pittrice mozambicana Cassi Namoda, la pittrice francese Delphine Desane, l’artista italiana Vanessa Beecroft, il fumettista italiano Milo Manara, l’artista italiano Paolo Ventura e l’illustratore giapponese Yoshitaka Amano.

Ogni copertina include il seguente disclaimer «No photoshoot production was required in the making of this issue», ovvero «Nessuna produzione fotografica è stata necessaria per la produzione di questo numero». “La sfida è dimostrare che è possibile raccontare gli abiti senza fotografarli. È una prima volta: Vogue Italia non aveva mai avuto una copertina illustrata e nessun Vogue, da quando esiste la fotografia, ha mai realizzato un numero prescindendone. Grazie alla generosità di questi artisti, la cifra risparmiata nella produzione di Vogue Italia di gennaio sarà devoluta a un progetto che ne ha realmente bisogno: il restauro della Fondazione Querini Stampalia Onlus di Venezia, fortemente danneggiata dalla marea dello scorso novembre” ha proseguito Farneti. L’unico servizio fotografico contenuto nel numero, in commercio dal 7 gennaio, è stato realizzato da due fotografe di 17 anni, considerate “gli occhi del domani prestati al nostro presente”.

Vogue Italia ha certamente realizzato una piccola “rivoluzione” tra gli editoriali di moda in favore di una meritevole causa filantropica. Che il format del mese di gennaio sia un primo passo verso una svolta “green”?

 

Giada Castaldo (Accademia del Lusso di Roma)

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