Maiorano: 7 domande al vincitore di Pitti Tutoring & Consulting Prize 2019

Una cura quasi maniacale per i dettagli, design moderno e artigianalità italiana: questi sono i segreti che contraddistinguono le creazioni del giovane designer Maiorano.

Vincitore di Pitti Tutoring & Consulting Prize 2019 e finalista della categoria accessori del progetto di scouting Who Is On Next? 2019, Matteo Maiorano ha dato vita ad un brand di calzature che coniuga in modo impeccabile versatilità, comfort e lusso. Scopriamo da dove nasce la passione per le scarpe e l’amore per la città eterna. 

maiorano

maiorano

  • Quando hai capito di voler dedicare la tua attenzione alle calzature di lusso?
  • È nato tutto per caso, come succede con le storie d’amore. D’altronde la mia storia d’amore con la moda nasce in maniera analoga e inusuale. Io vengo da un background artistico, famigliare e accademico, e ritrovarmi a disegnare e progettare capi di abbigliamento e accessori è stata per me una scelta istintiva, quasi azzardata. L’inaspettata passione che ne è poi scaturita mi ha spinto a volermi inoltrare sempre più in questa realtà, esplorando e sperimentando i suoi diversi linguaggi. L’incontro, nuovamente casuale (?), con un designer di scarpe qui a Roma, mi ha aperto le porte del mondo delle calzature. Ho scoperto da subito di avere una certa impensata propensione per questa tipologia di design, nonché una singolare visione che ne è alla base. L’emozione nata da tale casualità mi ha spinto a voler dedicare le mie energie allo sviluppo e alla concretizzazione di questo progetto.

 

  • Come nascono le nuove creazioni e come definisci lo stile del tuo marchio Maiorano?
  • Ciò che dico sempre è che io concepisco le scarpe come sculture e il processo creativo è difatti simile a quello scultoreo o più ampiamente artistico. Il primo passaggio è la definizione di quella che mi piace chiamare una forma “pura”, ovvero una forma nella quale la linea e il volume sono idealmente bilanciati. A questa vengono poi aggiunte tutte le caratteristiche tecniche e strutturali della calzatura, corrette e ridefinite in fase di modelleria. L’ultimo passaggio coinvolge le mani esperte degli artigiani italiani, grande patrimonio della nostra cultura, che conferiscono al prodotto qualità e comodità senza pari. Il leitmotiv alla base del mio brand è sicuramente il suo carattere scultoreo, unito poi a un’anima minimalista e una certa tendenza verso la mera preziosità.  

 

  • Quali sono i codici che contraddistinguono lo stile delle creazioni firmate Maiorano e a chi sono rivolte?
  • Quando disegno scarpe oltre alla già citata fonte artistica, mi lascio ispirare direttamente dalla forma anatomica del piede. La sinuosità delle linee è in gran parte ripresa dalle linee naturali del piede. Questo fa si che la scarpa lo abbracci naturalmente, rendendola semplicemente comoda. Durante la fase di studio c’è una lunga e mirata ricerca, tesa a rendere il modello ampiamente versatile. L’essenzialità che contraddistingue lo stile delle collezioni è sicuramente un vantaggio in questo senso. D’altronde lo scopo rimane quello di creare delle calzature ideali, adatte ad un target eterogeneo, unito comunque da una tenace propensione verso l’individualità e la sua espressione.

 

  • Figlio di due artisti, trascorri la tua infanzia tra sculture, dipinti e letteratura. Cosa significa per te la parola arte?
  • Significa vita. Significa autentica espressione e comunicazione. È uno scambio di emozioni. Non riesco ad immaginare una vita e un mondo senza arte. Sono cresciuto con essa e attraverso essa. Ho giocato con l’arte fin da piccolo, con i suoi strumenti, creando opere in forme diverse, per gioco e per necessità. È parte integrante della mia esistenza, allo stesso tempo del mio lavoro. Non posso prescindere dallo spontaneo impulso di progettare calzature come piccole creazioni artistiche, con lo stesso spirito dei miei giochi d’infanzia.

 

  • Nato e cresciuto a Roma, dopo il liceo decidi di iscriverti all’Accademia di Belle Arti e di entrare in stretto contatto con il mondo del fashion design. In che modo questa città ha inciso nel tuo percorso stilistico? 
  • Roma è un museo a cielo aperto e da romano e cittadino del mondo ne sono innamorato, con tutte le sue bellezze e , inevitabilmente, i suoi problemi. Roma ha qualcosa di unico nella sua anima. Ha sempre affascinato e continua ad affascinare tutti quelli che la vivono, anche solo temporaneamente. La sua classicità senza tempo è per me un’ispirazione costante, non solo di natura stilistica ma soprattutto come valore ideale assoluto e come testimonianza delle capacità dell’uomo. È la mia scuola di tutti i giorni. 

 

  • Design moderno e produzione tradizionale italiana. Oggi, il Made in Italy ha assunto un ruolo fondamentale sopratutto nel fashion system: dove vengono prodotte le tue creazioni e che materiali utilizzi principalmente?
  • I modelli vengono prodotti nelle Marche, territorio di eccellenza artigianale, specialmente nel campo calzaturiero. Lavoro prevalentemente con pellami di diverso genere, dalle morbide nappe fino ai vitelli più pregiati, tutti di provenienza italiana. Le tinte oscillano tra colori basici, come bianchi e neri, e colori metallici, i veri protagonisti delle ultime due collezioni. Tra questi troviamo oro, argento e uno splendido color rame, novità della Spring/Summer 2020. Lo stesso vale per il trattamento dei tacchi, nei quali ritroviamo le finiture specchiate e opache, o ad effetto legno, altro carattere introdotto nella collezione che ho presentato a WION. Tutte le scelte vengono comunque finalizzate allo stesso scopo, dare vita a una precisa estetica e visione artistica, attraverso un prodotto di alta qualità.

 

  • Sei un designer emergente molto giovane. Come mai la scelta di lanciare la tua linea “Maiorano” nonostante le collaborazioni con altri brand? Quale pensi sia la strada più appagante per un creativo?
  • Io credo che il vero proposito di un artista o semplicemente di un creativo, sia quello più puramente espressivo. La volontà di raccontare e lasciare qualcosa di sé al mondo. Lavorare con altri brand ti dà l’opportunità di metterti in gioco e di sfidare le tue capacità, cosa che la rende  un’esperienza per un certo verso più appagante rispetto al lavoro in proprio ma rimane, nella maggior parte dei casi, un compromesso. Scegliere di essere un designer indipendente è la strada più difficile. Ti fai carico di tutte le problematiche che incontri nel tuo lavoro e chi condivide la mia attività sa che ce ne sono tante e sempre nuove. Ma se torniamo a ciò detto in precedenza, al vero proposito, a ciò che è davvero importante, allora tutto il resto passa in secondo piano e ogni problema è risolvibile. Personalmente non sono mai stato un amante del facile e dell’ordinario.

 

Claudia Brizzi

Share news

Condividi su facebook
Share on Facebook
Condividi su twitter
Share on Twitter
Condividi su pinterest
Share on Pinterest
Condividi su linkedin
Share on Linkedin