Piece of art: moda e arte sono un binomio sempre vincente

Irresistibilmente sontuoso: indossare un piece of art, è il trend che ci conduce in una catarsi alla scoperta della pura bellezza artistica.

Esplicata già nel IV secolo a.C. da uno dei padri del pensiero filosofico occidentale, Aristotele, la catarsi estetica è una sensazione di pura energia emotiva provata al cospetto di una riproduzione del reale: un piece of art.

Arte e moda, del resto, sono un binomio vincente quando l’una esalta l’altra congiungendosi sotto un unico obiettivo: regalare al pubblico un sogno, emozionando. Due mondi complessi e sfaccettati che sublimano la società in una rappresentazione di eterna bellezza.

piece of art altaroma

Piece of art: le collezioni ispirate all’arte

A raccontare la perfetta liaison fra questi due mondi, i designer che per la SS19 portano in passerella una bellezza massimalista irresistibilmente à la page.

Eclettica, colorata e ironica l’estate 2019 firmata Marni: Francesco Risso, direttore creativo del brand, porta in passerella una collezione che parla di “non finito”. Come Michelangelo Buonarroti lascia in sospeso sublimi sculture come trattenute dalla propria materia stessa, Risso comunica attraverso la mussola, un tessuto prettamente pensato per la modellistica dei capi, un concetto di embrionalità del capo in divenire.

Ridondanti nella collezione, versioni “scontornate” di una Venere di Milo ai tempi di Adobe che adorna abiti dal forte gusto giocoso, nel rispetto del DNA del brand.

Piece of art: la moda parigina 

A trasportarci in un’aristocratica Parigi, a cavallo fra il primo e il secondo impero, è Jonny Johansson, direttore creativo di Acne Studios, che ci conduce nel mondo del balletto: una collezione dai toni caldi in cui irrompono sorprendentemente ricchi tessuti jacquard e stampe allover
raffiguranti il Palais Garnier e l’Opéra de Paris, un vero omaggio ai pittoreschi arazzi settecenteschi che arricchivano sontuosi palazzi nobiliari.

In un tuffo nel colorato mondo dell’arte post-impressionista ed espressionista francese, Valentino rivela la sua spiccata allure sofisticata. Dopo un debutto di collezione monocromatico fra giochi di volumi e shape in total black o red, Pierpaolo Piccioli ci offre uno spaccato iper femminile sulle opere di Paul Gaugin ed Henri Matisse e la sua inconfondibile “Nuit de Noël”: una gioia per gli occhi!

Più sintetico, dal suo canto, Olivier Theyskens che preferisce arricchire abitini dal gusto boudoir, appartenenti ad una lasciva sessualità fatta di leggera lingerie, con la rappresentazione delle bambole “Poupées” dell’artista Hans Bellmer, corpi femminili simbolici nella loro violabilità,  deformate e smembrate in un affascinante contorsionismo plastico.

A racchiudere lo spirito intrinseco del trend, l’amore sconfinato per l’arte e la sua celebrazione, Mary Katrantzou porta in passerella il concetto di collezionismo e di Wunderkammer, espressione in lingua tedesca esplicabile come “camera delle meraviglie”, luogo ove il tripudio di bellezza sovrasta lo spettatore. Una collezione di abiti-mosaico che racchiudono tutta la potenza della suprema bellezza dell’arte in ogni sua sfumatura.

Claudia Scornavacca
Istituto Marangoni Milano

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