Rome is my Runway #1 protagonista di Altaroma 2019

Alcuni brand del territorio hanno valorizzato il made in Lazio e la capitale sulle passerelle di Altaroma con il progetto Rome is my Runway.

All’interno del Prati Bus District, l’edizione estiva di Altaroma Luglio 2019 ha voluto dare spazio ai brand locali, rendendo come protagonista dell’evento la città Eterna e la regione Lazio con Rome is my Runway.

Proprio per questo è stato lanciato il progetto che mostra come i brand locali utilizzano la capitale come fonte d’ispirazione, lasciandosi travolgere dal suo fascino che dà vita ad una moda piena di tradizioni e contrasti.

Ad aprire le sfilate collettive è stato il cortometraggio “Di Roma e Di Moda” di Francesca Pietrogrande e Anna Lottersberger, che mostra come Roma con tutte le sue contraddizioni sia una città ricca di spunti e creatività a cui poter attingere continuamente.

Il film, inoltre, mostra come questi stili differenti si plasmano nei laboratori sartoriali dove la moda prende forma.

La prima parte, Rome is my Runway #1 si è tenuta Sabato 6 Luglio e ha visto come protagonisti cinque designer: Antonio Martino, Caterina Gatta, Caterina Moro, Programma e Vanta Design Studio.

Rome is my Runway: Antonio Martino Couture

Antonio martino

Antonio Martino ha presentato al pubblico una collezione che si rivolge ad una donna giovane che non ama essere omologata all’interno di un gruppo ma desidera essere unica e alla moda.

Per questo, i capi sono realizzati in rete strutturata, plasmata in diverse forme e abbinata ad inserti in pelle. I colori sono accessi in modo da creare effetti di contrasto.

Il capo di punta della collezione è il trench, strutturato in due varianti e declinato anche nel colore dell’aurora boreale.

Rome is my Runway: Vanta Design Studio

vanta design studio

Per il menswear, Vanta Design Studio mira ad un mondo a impatto zero all’interno dell’universo dello streetwear. I capi sono realizzati con materiali riciclati e interamente fatti a mano, progettando in questo modo abiti che valorizzano il riciclaggio.

In passerella, quindi, hanno sfilato capi minimal realizzati con materiali di scarto e sporcati con la tecnica del writing, aprendo in questo modo un nesso tra moda e sostenibilità, accentuato dalla piantina che i modelli hanno indossato come accessorio.

 

Enza Basile

Accademia di Belle Arti di Napoli

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