SALVATORE VIGNOLA

Uno stile sport-couture caratterizzato da abiti complessi nella struttura e nei tagli, con particolari e finiture spesso impercettibili, che donano ai capi qualità e artigianalità: l’estetica di Salvatore Vignola trasforma concetti in indumenti per il quotidiano, mantenendo come punto focale la valorizzazione del corpo femminile. Una ricerca materica incredibilmente ampia combina l’amore per i tessuti pregiati – come la seta e le lane – all’utilizzo di materiali più comuni come il popeline, sperimentando l’introduzione di tessuti innovativi come il tulle di soia e il denim di canapa. Il vero fil rouge delle collezioni è la fedeltà al Made in Italy unita all’attenzione per l’ambiente, ragioni per cui la scelta dei fornitori ricade esclusivamente su aziende dalla filiera certificata secondo gli standard italiani. Le creazioni si basano su un forte dualismo che unisce elementi di mondi diversi all’interno della stessa collezione: maschile e femminile rivivono in abiti dalle forme aggraziate o al contrario estremamente austere, e la scelta della palette abbina spesso colori opposti o complementari. Elementi iconici del guardaroba femminile come la minigonna e il tubino vengono rivisitati in chiave contemporanea, e non mancano i riferimenti all’abbigliamento maschile, che viene rielaborato attraverso una personale visione femminista. L’incontro tra ricerca, estro creativo e sensibilità estetica dà vita a un’eleganza sorprendente, che porta nella vita di tutti i giorni una vera e propria corazza per affrontare la società contemporanea, fornendo risposte e considerazioni personali a tematiche sociali di rilievo

Il 1994 fu un anno cruciale per Salvatore Vignola, bambino di tre anni dalla fervida immaginazione e dalla curiosità sterminata. Un anno segnato da diversi avvenimenti e coincidenze che lo portarono ad appassionarsi agli abissi marini e ai suoi abitanti, visti con gli occhi di una giovane mente creativa. Fu l’anno in cui Vignola imparò a nuotare sott’acqua con gli occhi aperti, alla ricerca delle sirene e immaginando enormi castelli di pietre e conchiglie. Tutto intorno a Salvatore lo riportava al mare, e attraverso la TV scopriva quello che succedeva nel mondo: fu l’anno dei mondiali di nuoto di Roma, l’anno in cui venne inaugurato il Channel Tunnel – il tunnel con la percorrenza sottomarina più lunga al mondo – tra Francia e Inghilterra. Nel 1994 Matthew Barney presentò “Cremaster 4”, opera complessa che intreccia arte, cinema, videogiochi e performance art, girato sull’isola di Man, in Gran Bretagna, patria dell’artista e luogo in cui nel 1961 si registrò l’ultima ricompensa in denaro conferita a chi avesse trovato una sirena o le prove concrete della sua esistenza. “25 anni fa” è un omaggio al mare, un invito a proteggerlo, a rispettarlo, ricordandoci che dalle proprie scelte dipendono le sorti di interi ecosistemi. È un richiamo alla responsabilità verso l’ambiente, la cui distruzione provocherà entro il 2100 un innalzamento delle acque di almeno 65 centimetri.